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venerdì 26 dicembre 2008
Trasalimenti Art___Hidetoshi Nagasawa

Hidetoshi Nagasawa
Albero di farfalle
Catalogo con saggio critico di Walter Guadagnini
La Galleria MarcoRossi Spiralearte di Milano presenta dal 20 novembre al 18 gennaio 2009 la mostra personale di Hidetoshi Nagasawa: una nuova opera in marmo, dal poetico nome Albero di farfalle, studiata e realizzata dall’artista appositamente per questo spazio, accompagnata da una selezione di quindici opere su carta.
E’ dalla mostra pubblica del 2002 al Palazzo delle Stelline che l’artista giapponese, nato nel 1940, non espone una personale nella città di Milano, dove vive dagli anni Sessanta e la nostra Galleria è felice di ospitare negli spazi di C.so Venezia l’ultimo lavoro del Maestro della scultura Zen.
Si tratta di una grande stele in marmo di Carrara, alta oltre 2,30 m pesante oltre 700 kg, che incanta e stupisce per l’incredibile senso di equilibrio impossibile e per la sua apparente leggerezza.
Il lavoro di Nagasawa è strettamente legato alla filosofia orientale, le sue opere sono sempre molto evocative e hanno un forte valore simbolico e lirico, in loro l’artista fonde le eredità spirituali dell’Oriente e quelle dell’Occidente .
Albero di farfalle fa parte del ciclo delle sculture anti-gravitazionali, un ciclo di opere che l’artista propone da molti anni rinnovando ogni volta la sorpresa, infatti con queste opere Nagasawa rende visibili forze invisibili, cercando la forza dell’equilibrio e un contatto diretto con le cose, con il loro “interiore”, nel corso di trent’anni, infatti, il suo lavoro è cambiato si è trasformato, ma ha seguito una sua coerente, naturale evoluzione.
Le opere di Nagasawa, siano esse in marmo o in carta, danno corpo all’ombra e sono il corpo dell’ombra, nascono e si collocano nello spazio Zen del ” Ma”,” La soglia”, un luogo fisico e mentale dove si concentrano tutte le energie; possiamo dire che le sue opere di sono come gli Haiku poetico-filosofici dove c’è estrema concisione, semplicità, essenzialità e condensazione di pensiero che stimola l’immaginazione e la mente.
Lo si può intuire dalle affascinanti opere in carta esposte nella mostra, delle vere e proprie sculture che racchiudono la sapienza orientale degli origami coniugata con l’arte contemporanea.
Le composizioni realizzate su carta con rame e ossidi che completano l’esposizione rievocano invece il fascino delle sue installazioni ambientali nei volumi e nelle forme.
Nagasawa ha recentemente installato l’opera Giardino rovesciato al parco-museo della Villa Medicea La Magia a Quarrata, mentre nel corso del prossimo anno, a partire dal mese di luglio, sarà impegnato con una serie di sei mostre nei principali Musei del Giappone: il Museum of Modern Art di Saitama e di Kawagoe, il National Museum of Art di Osaka, il Museum of Modern Art di Kamakura e di Hayama e il Nagasaki Prefectural Art Museum.
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mercoledì 12 novembre 2008
Trasalimenti Art____Marino Durante - Convergenze 1997,Colonnella (te)
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martedì 11 novembre 2008
ottaviano del turco


Ottaviano Del Turco, ultimo segretario del Partito socialista italiano, uscito indenne da Mani Pulite, finisce in carcere il 14 luglio 2008. L'accusa è pesantissima: da governatore dell'Abruzzo ha gestito un sistema di corruzione e tangenti fondato su un intreccio perverso tra politica, cliniche private e banche. Milioni e milioni di euro in cambio di rimborsi gonfiati e leggi vantaggiose. Ma il caso abruzzese non è una storia a sé. Nel grande business della sanità italiana nessuno vuole rinunciare alla sua fetta di torta: politici, dirigenti Asl, cliniche private, banche. La sanità rappresenta il capitolo di spesa più consistente nel bilancio di ogni Regione, un pozzo senza fondo a cui tutti vogliono attingere. Gli esempi, negli ultimi anni, sono tanti: dalla rete di lady Asl nel Lazio di Storace ai rimborsi truccati della casa di cura Santa Rita di Milano. Senza dimenticare l'ex-governatore siciliano Totò Cuffaro, condannato per favoreggiamento del re delle cliniche isolane in odore di mafia, Michele Aiello. Malabruzzo ricostruisce passo dopo passo la storia della dissennata politica sanitaria abruzzese, dai tempi del Gasparismo all'era Del Turco. E racconta un sistema malato, forse paradigmatico, che affonda le radici lontano nel tempo.
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giovedì 30 ottobre 2008
Luciano Fabro [ Prometeo ] e Sol LeWitt [ Wall Drawing ]
Foreground [ OPERA CENTRALE]:
Luciano Fabro - Prometeo, 1986-1987
Background [SFONDO]:
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giovedì 9 ottobre 2008
Ezra Pound - le BANCHE e L'USURA.
mercoledì 08 ottobre 2008, 07:00
Pound&Co., i poeti che volevano abolire le banche
di RedazioneVota1 2 3 4 5 Risultato Strumenti utili Carattere Salva l'articolo Invia a un amico Stampa Rss Pdf Segnala su OKNOtizie Commenti Condividi la tua opinione con gli altri lettori de ilGiornale.it
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aiuto «Il tempo non è denaro, ma è quasi tutto il resto!» Così, negli anni Trenta, il poeta Ezra Pound incitava alla resistenza contro la commercializzazione di tutto quello che nella vita non può essere ridotto a un valore economico, e quindi è veramente prezioso. La sua lungimirante critica dell’economia basata sul profitto a scapito della qualità è stata recentemente riconosciuta come valida addirittura dal New York Times, che poco tempo fa apriva un articolo sulla crisi dei mutui con i versi poundiani del Canto 45: «Con usura nessuno ha una solida casa...», efficaci, secondo l’autorevole quotidiano statunitense, a spiegare perfettamente cosa è successo.
La voce di Pound, contrariamente a quello che la lunga detenzione in manicomio criminale potrebbe far pensare, non è quella di un pazzo isolato, ma fa parte di un vasto ed eterogeneo coro di artisti e intellettuali che, fino alla seconda Guerra mondiale, criticano la speculazione finanziaria - dantescamente chiamata «usura» - mettendo in guardia la società sui pericoli di un’economia lasciata nelle mani dei banchieri.
All’inizio del Ventesimo secolo, Alfred Richard Orage raccoglie attorno a The New Age, la rivista da lui diretta, un cenacolo di scrittori, filosofi e politici anticonformisti che approfondiscono con attenzione i temi economici, dato che «senza economia e senza politica è davvero inutile parlare di cultura». Dalle colonne del settimanale di Orage, due tra le più brillanti penne dell’epoca, Hilaire Belloc e Gilbert Keith Chesterton - l'autore di Padre Brown - lanciano i loro attacchi contro la speculazione di chi, in nome del libero mercato, difende una società composta da pochi sfruttatori e tanti sfruttati.
L’alternativa, secondo loro, è uno Stato «distributivo» - non «collettivista» - in grado di regolare, attraverso i rappresentanti delle categorie produttive, le esigenze della popolazione con la distribuzione delle ricchezze. Proprio sulle pagine di The New Age, nasce e si sviluppa il pensiero economico di Ezra Pound, affascinato dalle teorie economiche del Maggiore Douglas, un economista eterodosso che si guadagnò il rispetto e l’attenzione di Keynes criticando il potere delle banche di creare denaro dal nulla. Le sue analisi affascinarono un numero considerevole di intellettuali, dai poeti Thomas Stearns Eliot e W.C.Williams ai più popolari scrittori di fantascienza James Blish e soprattutto Robert Heinlein, che dedica ben due romanzi alla descrizione di un mondo modellato sui principi del Maggiore Douglas, dove il monopolio del credito è pubblico ed è esercitato a favore dei cittadini. In questa società ideale nessuno è più costretto a lavorare, perché la ricchezza, derivata dall’abbondanza naturale e prodotta dalle scoperte scientifiche, viene distribuita a tutti i cittadini.
Il disprezzo per l’avidità, in quegli anni è molto diffuso, ed è immortalato anche dai versi del poeta irlandese William Butler Yeats, araldo di una società aristocratica modellata sulla forza delle virtù e non sulla prepotenza del denaro, lasciato a chi preferisce «frugare in un cassetto sudicio/ e aggiungere al soldo il mezzo soldo» piuttosto che gioire della vita come fanno «l’operaio, il gentiluomo e il santo».
Pound&Co., i poeti che volevano abolire le banche
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La voce di Pound, contrariamente a quello che la lunga detenzione in manicomio criminale potrebbe far pensare, non è quella di un pazzo isolato, ma fa parte di un vasto ed eterogeneo coro di artisti e intellettuali che, fino alla seconda Guerra mondiale, criticano la speculazione finanziaria - dantescamente chiamata «usura» - mettendo in guardia la società sui pericoli di un’economia lasciata nelle mani dei banchieri.
All’inizio del Ventesimo secolo, Alfred Richard Orage raccoglie attorno a The New Age, la rivista da lui diretta, un cenacolo di scrittori, filosofi e politici anticonformisti che approfondiscono con attenzione i temi economici, dato che «senza economia e senza politica è davvero inutile parlare di cultura». Dalle colonne del settimanale di Orage, due tra le più brillanti penne dell’epoca, Hilaire Belloc e Gilbert Keith Chesterton - l'autore di Padre Brown - lanciano i loro attacchi contro la speculazione di chi, in nome del libero mercato, difende una società composta da pochi sfruttatori e tanti sfruttati.
L’alternativa, secondo loro, è uno Stato «distributivo» - non «collettivista» - in grado di regolare, attraverso i rappresentanti delle categorie produttive, le esigenze della popolazione con la distribuzione delle ricchezze. Proprio sulle pagine di The New Age, nasce e si sviluppa il pensiero economico di Ezra Pound, affascinato dalle teorie economiche del Maggiore Douglas, un economista eterodosso che si guadagnò il rispetto e l’attenzione di Keynes criticando il potere delle banche di creare denaro dal nulla. Le sue analisi affascinarono un numero considerevole di intellettuali, dai poeti Thomas Stearns Eliot e W.C.Williams ai più popolari scrittori di fantascienza James Blish e soprattutto Robert Heinlein, che dedica ben due romanzi alla descrizione di un mondo modellato sui principi del Maggiore Douglas, dove il monopolio del credito è pubblico ed è esercitato a favore dei cittadini. In questa società ideale nessuno è più costretto a lavorare, perché la ricchezza, derivata dall’abbondanza naturale e prodotta dalle scoperte scientifiche, viene distribuita a tutti i cittadini.
Il disprezzo per l’avidità, in quegli anni è molto diffuso, ed è immortalato anche dai versi del poeta irlandese William Butler Yeats, araldo di una società aristocratica modellata sulla forza delle virtù e non sulla prepotenza del denaro, lasciato a chi preferisce «frugare in un cassetto sudicio/ e aggiungere al soldo il mezzo soldo» piuttosto che gioire della vita come fanno «l’operaio, il gentiluomo e il santo».
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mercoledì 8 ottobre 2008
o,fortuna
O Fortuna, cangi di forma come la luna, sempre cresci o cali; l'odiosa vita ora abbatte ora conforta a turno le brame della mente,
dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, cangiante ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve,
ombrosa e velata sovrasti me pure; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda. Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse,
tormenti e privazioni sempre mi tormentano. In quest'ora senza indugio risuonino le vostre corde; come me piangete tutti: a caso ella abbatte il forte!
dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, cangiante ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve,
ombrosa e velata sovrasti me pure; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda. Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse,
tormenti e privazioni sempre mi tormentano. In quest'ora senza indugio risuonino le vostre corde; come me piangete tutti: a caso ella abbatte il forte!
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lunedì 6 ottobre 2008
Gian Ruggero Manzoni

La donna lupo
Pubblicato su Informazioni, Magie, Notizie il Ottobre 4, 2008 da paolacastagna
30 gennaio 2004. Le agenzie di stampa di tutto il mondo battono questa notizia. Mérida, Messico. Mentre il ” Huay kekén” ( il “cane maligno ” in lingua Maya ) terrorizza gli abitanti di una zona orientale dello Stato, i residenti del commissariato di Texán Palomeque, nel municipio di Hunucmá, Yucatàn, hanno riportato la presenza di una “donna lupo” che oltre a spaventarli ha causato la morte per squartamento di un centinaio di uccelli domestici e di alcuni maialetti. Gli abitanti di quella comunità, che dista circa 14 Km. dal capoluogo, sono terrorizzati per la presenza di un “essere sconosciuto” che uccide, nelle ore intorno all’alba, bestie da cortile. A conferma dei rapporti della Polizia, la maggioranza degli uccelli e degli animali attaccati presenta profonde ferite, squartamenti e altri hanno fori nella pancia con spargimento delle viscere. Sebbene la Direzione Municipale della “Protezione e Vita” segnali trattarsi di attacchi di cani selvatici, i residenti, spaventati per la situazione, insistono in lingua Maya che la morte degli animali è stata provocata dalla una Donna Lupo che da varie notti gironzola tra Hunucmá e Umán. La signora Abrissel Ek Baas, nella cui proprietà sono iniziati gli attacchi della ” donna lupo “, ha detto che alle ore 00:30 di martedì 27 gennaio 2004, quando dormiva col figlioletto Luis Gustavo e sua sorella minore Maria Antonia, si è svegliata di soprassalto udendo i latrati dei suoi cani legati nel cortile. ” Ho sentito un rumore simile a qualcosa che si avventava con forza - ha affermato la donna ancora spaventata - qualcosa di sconosciuto, che stava attaccando i miei tacchini, che dormono in un angolo del corridoio di casa, e ho udito gli uccelli che emettevano dei suoni di sofferenza”. Poi ha affermato che, uscita col fucile di casa, ha visto una donna nuda e pelosa che è fuggita nella prateria. Sempre le agenzie di stampa di tutto il mondo battono questa notizia il 7 febbraio 2004. Zekàma, Messico. La Polizia locale ha ucciso a colpi di pistola e di fucili a pompa una ragazza di circa vent’anni, nuda e ricoperta da una folta peluria, che, trovata all’interno di una stalla mentre stava mordendo alla gola una capra, si rivolgeva verso gli agenti digrignando i denti e brandendo un falcetto nella mano destra. Presi dallo spavento i poliziotti non hanno esitato ad abbatterla. Il medico legale, chiamato sul posto, ha riscontrato che la ragazza, dal corpo alquanto muscoloso, quasi maschile, mostrava canini oltremodo pronunciati, unghie lunghe e spesse e peli ispidi su tutto il corpo. Il cadavere è stato subito trasferito a Città del Messico per ulteriori accertamenti. Da allora più nulla se n’è saputo.
Pubblicato su Informazioni, Magie, Notizie il Ottobre 4, 2008 da paolacastagna
30 gennaio 2004. Le agenzie di stampa di tutto il mondo battono questa notizia. Mérida, Messico. Mentre il ” Huay kekén” ( il “cane maligno ” in lingua Maya ) terrorizza gli abitanti di una zona orientale dello Stato, i residenti del commissariato di Texán Palomeque, nel municipio di Hunucmá, Yucatàn, hanno riportato la presenza di una “donna lupo” che oltre a spaventarli ha causato la morte per squartamento di un centinaio di uccelli domestici e di alcuni maialetti. Gli abitanti di quella comunità, che dista circa 14 Km. dal capoluogo, sono terrorizzati per la presenza di un “essere sconosciuto” che uccide, nelle ore intorno all’alba, bestie da cortile. A conferma dei rapporti della Polizia, la maggioranza degli uccelli e degli animali attaccati presenta profonde ferite, squartamenti e altri hanno fori nella pancia con spargimento delle viscere. Sebbene la Direzione Municipale della “Protezione e Vita” segnali trattarsi di attacchi di cani selvatici, i residenti, spaventati per la situazione, insistono in lingua Maya che la morte degli animali è stata provocata dalla una Donna Lupo che da varie notti gironzola tra Hunucmá e Umán. La signora Abrissel Ek Baas, nella cui proprietà sono iniziati gli attacchi della ” donna lupo “, ha detto che alle ore 00:30 di martedì 27 gennaio 2004, quando dormiva col figlioletto Luis Gustavo e sua sorella minore Maria Antonia, si è svegliata di soprassalto udendo i latrati dei suoi cani legati nel cortile. ” Ho sentito un rumore simile a qualcosa che si avventava con forza - ha affermato la donna ancora spaventata - qualcosa di sconosciuto, che stava attaccando i miei tacchini, che dormono in un angolo del corridoio di casa, e ho udito gli uccelli che emettevano dei suoni di sofferenza”. Poi ha affermato che, uscita col fucile di casa, ha visto una donna nuda e pelosa che è fuggita nella prateria. Sempre le agenzie di stampa di tutto il mondo battono questa notizia il 7 febbraio 2004. Zekàma, Messico. La Polizia locale ha ucciso a colpi di pistola e di fucili a pompa una ragazza di circa vent’anni, nuda e ricoperta da una folta peluria, che, trovata all’interno di una stalla mentre stava mordendo alla gola una capra, si rivolgeva verso gli agenti digrignando i denti e brandendo un falcetto nella mano destra. Presi dallo spavento i poliziotti non hanno esitato ad abbatterla. Il medico legale, chiamato sul posto, ha riscontrato che la ragazza, dal corpo alquanto muscoloso, quasi maschile, mostrava canini oltremodo pronunciati, unghie lunghe e spesse e peli ispidi su tutto il corpo. Il cadavere è stato subito trasferito a Città del Messico per ulteriori accertamenti. Da allora più nulla se n’è saputo.
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domenica 5 ottobre 2008
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